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ENRICO BAJ

1924 Milano
2003 Milano

1924
Enrico Baj nasce a Milano il 31 ottobre.

1938 - 1946
Inizia a dedicarsi alla pittura all'età di quattordici anni. Studia all'Accademia di Brera, contemporaneamente frequenta il liceo classico, laureandosi successivamente in legge.

1951
Fonda il Movimento Nucleare assieme a Sergio Dangelo e partecipa ai movimenti d'avanguardia italiani e internazionali con mostre, pubblicazioni e manifesti, collaborando con Lucio Fontana, Piero Manzoni, Arman, Yves Klein, il gruppo Phases, Asger Jorn e gli artisti del gruppo CoBrA. Tiene la sua prima personale presso la Galleria San Fedele di Milano.

1955
Fonda a Milano la rivista "Il gesto" e diviene corrispondente di numerose riviste d'avanguardia. Comincia ad utilizzare l'uso del collage che impiegherà sempre più estesamente assieme o non all'uso del colore tradizionale. Collettiva sul "Movimento Nucleare" presso la Galleria Schettini di Milano. Nasce Lucilla, figlia di Gigina.

1957 - 1958
Nel 1957 Arturo Schwarz, con lo pseudonimo di Tristan Sauvage, pubblica nel volume "Pittura italiana del dopoguerra" la prima ricostruzione del "Movimento Nucleare". Inventa la tecnica "dell'acqua pesante" e inizia il ciclo delle "montagne", che espone nel 1958 presso la Galleria Blu di Milano. Sempre nel 1958 partecipa, su invito di Enrico Crispolti, alla collettiva "Segno e Materia" a Roma presso la Galleria La Medusa.

1959 - 1960
Esegue numerose opere con specchi che vengono rotti e tagliati per poi essere ricomposti. Espone una personale di queste opere presso la Galleria del Naviglio, a Milano, all'inizio del 1960 (mostra riproposta successivamente nel 1964). Inizia la famosa serie dei"Generali".

1961
Gillo Dorfles si interessa all'opera di Baj sotto il profilo de "L'Oggetto nella pittura", mostra presso la Galleria Schwarz di Milano. Le sue opere sono presenti al Moma di NY alla mostra "The Art of Assemblage". A new York Baj incontra Marcel Duchamp, divenendone amico. Inizia la serie dei "Mobili" che espone sempre presso la Galleria Schwarz di Milano. Continua a svolgere il tema dei "Personaggi decorati".

1962
A Parigi incontra André Breton che si interessa alla sua opera invitandolo alle mostre del Movimento Surrealista. Si separa da Gigina.

1963
A Milano fonda l'Istituto Patafisico Milanese, in accordo col Collège de Pataphysique di Parigi. Espone un gruppo di opere a Palazzo Grassi a Venezia con l'utilizzo del "Lego" e inizia le sculture in "Meccano" che realizzerà anche nel 1964/65, esponendole alla biennale di Venezia e alla triennale milanese.

1964
Nel 1964 partecipa con una sala alla XXXII Biennale di Venezia dove le sue opere sono fra le più colpite dalla censura repressiva. Realizza per la sala della Biennale delle "Modificazioni" che finiscono tuttavia esposte invece a Palazzo Reale nella mostra "Pittura a Milano dal 1945 al 1964, dove pure ha una sala. In ottobre incontra Roberta Cerini.

1966
Si sposa con Roberta Cerini e avrà quattro figli: nel 1967 Angelo, nel 1968 Andrea, nel 1969 Pietro e nel 1978 Marianna.

1967
Retrospettiva della sua opera nei musei de L'Aja e di Gand. Inizia il ciclo delle "Plastiche" dedicando particolare interesse al tema della "cravatta". Espone tali opere al 15° Premio Lissone per poi presentarle in una personale alla Galleria Piattelli a Roma nel 1968.

1968
Accentua il tema delle riprese ironiche e contaminatorie da Picasso ("Chez Picasso") che espone nel 1969 a Parigi alla Galerie Creuzevault dove espone anche un rifacimento di Guernica realizzato in collage nelle misure originali.

1969 - 1970
Dopo numerosi viaggi all'estero collabora con diverse testate giornalistiche, dal Corriere della sera a Flash Art. Sviluppa ampiamente l'impiego delle plastiche che espone nuovamente allo studio Marconi di Milano. Nel 1970 Jean Petit cura e pubblica a Ginevra il primo catalogo ragionato dell'opera grafica e dei multipli di Baj.

1971
Retrospettiva della sua opera con oltre cento pezzi a Palazzo Grassi a Venezia a cura di Roberto Sanesi. Al Museum of Contemporary Art di Chicago mostra antologica con una cinquantina di opere capitali. In alcuni grandi dipinti riprende e contamina famosi temi di Seurat ("Chez Seurat") esponendoli a Lugano, a Venezia e quindi a Chicago.

1972
Realizza il suo finora più grande collage "I funerali dell'anarchico Pinelli". L'opera deve essere esposta nel Salone delle Cariatidi, in Palazzo Reale, a Milano. La vernice è prevista per il 17 maggio, giorno in cui viene assassinato il Commissario P. S. Calabresi, coinvolto nella morte di Pinelli. L'evento provoca un immediato atto di censura da parte degli organizzatori, mentre qualche giornale fascista milanese attacca l'opera di Baj. La presentazione pubblica del collage non ha più luogo.

1973
Continua le serie dei "Personaggi" e delle "Dame". Esce a Torino il "Catalogo generale Bolaffi delle opere di Baj".

1974 - 1976
Espone a Palazzo Reale in una grande mostra con opere dal 1960 al 1974. Nel 1975 conclude la serie delle "Dame" che vengono esposte allo Studio Marconi di Milano. Nel 1976 il Comune di Milano organizza un'esaustiva rassegna al Castello Sforzesco.

1978
Lo spettacolo dello spreco e del degrado avviano Baj alla lettura di K. Lorenz. Da qui l'idea di concepire l'opera "Apocalisse", vastissima rappresentazione che viene definitivamente conclusa nel 2000. Da questo momento inizia ad interessarsi di teatro.

1983
Espone allo Studio Marconi a Milano le opere del ciclo "Epater le robot" del "Futurismo Statico", nelle quali, fatta eccezione per alcune opere "poveriste", si allontana dal collage e dall'uso gestuale del colore a favore di campiture dipinte e distese: questa modo di dipingere continuerà fino ai "Manichini" del 1987.

1984 - 1985
Massimo Schuster gli propone di collaborare alla messa in scena di Ubu Roi di Alfred Jarry con marionette. Lo spettacolo viene rappresentato per la prima volta a Parigi all'Espace Kiron. Ubu avrà moltissima fortuna e per oltre dieci anni Massimo Schuster lo porterà in tutto il mondo con più di 230 repliche: in particolare si ricorda la partecipazione al XXXIII Festival Internazionale di Teatro della Biennale di Venezia nel 1985.

1989 - 1991
Lavora alle opere, alcune delle quali di vaste dimensioni, definite "Kitsch", in quanto Baj ritiene che il kitsch sia il vero e costante stile della moderna cultura di massa. La folla che si riconosce nel kitsch è raffigurata in una serie di grandi composizioni dette "combinatoire".

1992 - 1993
Collabora con il pittore newyorkese Mark Kostabi realizzando una ventina di quadri a quattro mani, molto vari sia per significati che per soluzioni formali. Collabora anche con Régis Deparis, Hervé e Richard Di Rosa. Nel 1993 realizza le prime "maschere tribali" che costituiranno un filone tutto nuovo del lavoro di Baj nei due anni successivi. Nel mese di dicembre Locarno ospita un'importante retrospettiva suddivisa in tre spazi espositivi: alla Pinacoteca Comunale Casa Rusca una vasta antologica dal periodo nucleare al "Kitsch", alla Galleria SPSAS l'opera grafica, nel cortile del Palazzo Sopracenerina "I Funerali dell'anarchico Pinelli".

1994
Concentra il suo lavoro sulle "maschere tribali" che espone in estate a Lerici. Espone a Castellamonte alcune ceramiche che richiamano le maschere. A seguito delle elezioni politiche del 27 marzo nasce Berluskaiser, composizione satirica nei confronti del Presidente del Consiglio.

1995
Grande retrospettiva dell'Institut Mathildenhöhe di Darmstadt incentrata su opere di impegno civile: il Pinelli, l'Apocalisse e Beluskaiser.

1996
La sua produzione si concentra sui "Feltri", già sperimentati nel 1993. Sono opere in cui l'ovatta, già usata da Baj fin dal 1955, schiacciata e compressa si dilata fino a divenire il supporto del quadro dove Baj dipingeva o applicava pezzi di specchio o mosaico. Lavora su vari progetti e modelli per un monumento a Bakunin da esporre, assieme a quelli di altri artisti, in giugno a Berlino. A Settembre espone Baj/Bakunin alla villa La Baronata a Locarno.

1997
Pubblicato dalle Gallerie Marconi-Menhir viene presentato all'Arte Fiera di Bologna il nuovo Catalogo generale delle opere dal 1972 al 1996. Elaborando il lavoro sulle maschere tribali realizza la serie dei "Totem" che espone alla Galleria Giò Marconi.

1998
Inaugura al Musée d'Art Modern e d'Art Contemporain di Nizza un'ampia retrospettiva che sottolinea i legami di Baj con la cultura francese.

1999 - 2000
Nel 1999 esegue i primi 164 piccoli ritratti dei proustiani Guermantes che diventeranno oltre 300 l'anno seguente. Espone questa serie di piccoli ritratti presso la Galleria Giò Marconi di Milano ed espone al Musée de Chartres.

2001
Grande retrospettiva al Palazzo delle Esposizioni di Roma in autunno.

2002
Riprende il tema delle "Dame" trasformandole in "Donne-fiume" dove oltre al collage delle consuete stoffe e passamanerie compaiono elementi idraulici, quali rubinetti, sifoni, tubi e valvole. Queste opere appaiono come un omaggio alla vitalità femminile. Queste opere vengono presentate dalla Galleria Giò Marconi l'anno seguente.

2003
Al Castello di Masnago a Varese si tiene una mostra concernente le connessioni tra arte e poesia nell'opera di Baj. A Milano la Provincia organizza una grande retrospettiva che si svolge in spazi diversi in una sorta di itinerario attraverso i momenti salienti della sua carriera. Mentre progetta con grande passione queste mostre riprende a lavorare con elementi di meccano riprodotti in cartone con cui realizza la sua ultima opera. Il progetto per il "Muro di Pontedera". Dieci cartoni di 20 cm per un metro che vengono riprodotti in scala 1 a 10 in modo da comporre un grande mosaico lungo la linea ferroviaria di Pontedera. Il progetto viene terminato pochi giorni prima della sua morte che avviene il 16 giugno. L'opera appare piena di colore e freschezza come a ribadire il senso che Baj ha sempre dato al suo lavoro: arte come impegno civile, ma anche come piacere del gioco, felicità dell'immaginario e libertà.

2006
Lungo cento metri, il mosaico di Pontedera viene realizzato su progetto di Enrico Baj.

2007
Nel maggio del 2007 la Friedrich Petzel Gallery di New York presenta una selezione delle opere di Baj dalla fine degli anni Cinquanta al 2002.



Opere di Enrico Baj si trovano in collezioni private italiane e straniere e nei seguenti musei: Civiche raccolte d’arte, Milano, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Fondazione Peggy Guggenheim, Venezia, Università di Parma, Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi, Musée d’Art Moderne, Saint-Etienne, Tate Gallery, Londra, Stedelijk Museum, Amsterdam, Museum Boymans-van Beuningen, Rotterdam, Museum voor Schone Kunsten, Gand, Moderna Museet, Stoccolma, Museum des 20sten Jahrhunderts, Vienna, Musée d’Art et d’Histoire, Ginevra, Pinacoteca Comunale Casa Rusca, Locarno, Musée d’Art Moderne, Skopje, Museum of Contemporary Art, Chicago, The Art Institute, Chicago, National Gallery, Washington, Australian National Gallery, Canberra