Foto dell' Artista

PIERO PIZZI CANNELLA

1955 Rocca di Papa (RM)
Vive e lavora a Roma

Dopo l’iscrizione all’Accademia di Belle Arti di Roma inizia gli studi di filosofia presso l’Università La Sapienza.
Nel 1977 espone presso la galleria “La Stanza di Roma” un’istallazione di sapore concettuale. Dopo questa esperienza abbandona qualsiasi legame con un’estetica che non gli si addice e recupera gli strumenti a lui più affini del disegno e della pittura.

Nel 1980, alla collettiva de La Tartaruga di Plinio de Martiis, intitolata “Una mostra e sei pittori”, presenta un dipinto dominato da un grande cavallo bianco, che rappresenta un’incursione nel “citazionismo anacronista” di Maurizio Calvesi.

Dopo un periodo di meditazione (un vero e proprio ritiro) durato 2 anni, torna sulla scena dell’arte e raggiunge Nunzio, Gallo e Dessì, stabilendosi in uno dei grandi studi del vecchio ex pastificio Cerere. F. Sargentini nel 1984 a L’Attico gli offre un’importante occasione con una personale dal titolo “Interni e figure” con testo critico di Achille Bonito Oliva.
Un quadro dell’artista è riportato nel volume di Giulio Carlo Argan “L’Arte Moderna 1770-1970” del quale non si può non parlare. Il titolo è “Lievi spostamenti” del 1983, la tecnica è quella che l’artista non abbandonerà più: olio su tela trattata con pennelli, spatole e stracci.

Negli anni successivi la pittura di Pizzi Cannella da grumosa e spessa tenderà ad alleggerirsi, a farsi più asciutta ed evocativa. Nel 1988 espone all’Accademia di Francia a Roma, nel 1993 alla Biennale di Venezia , nel 1996 alla Quadriennale di Roma fino alla grande antologica di Siena del 1997 e alla grande mostra del 2001 a Palazzo Colonna di Genezzano.

Non si contano nel corso degli anni le mostre collettive e personali: New York, Parigi, Vienna e Basilea.

L’ultimo periodo di Pizzi Cannella è caratterizzato da una vera e propria svolta. La scelta delle grandi superfici pittoriche è confermata dalle Cattedrali nella mostra al teatro India di Roma (novembre 2004) “Le mappe del mondo”, 10 enormi tele sospese in alto a creare uno scenario avvolgente e teatrale.

“Fuori” dei limiti della pittura da salotto, “Dentro” un’ottica di chi vuol comunicare col mondo cantando piuttosto che sussurrando all’orecchio paroline gentili o enigmatiche.