Il viaggio di Anfiteatro Arte inizia quasi per gioco nel 1999 dalla volontà di due amici: Pier Giuseppe Munari – per tutti Lalli – e Renzo Raschella.
Lalli, con una carriera di dirigente industriale alle spalle, aveva voglia di rimettersi in gioco ed era attratto dalla sua passione di sempre: l'arte moderna. Nasce così Anfiteatro, piccola galleria ma accogliente, situata in via Anfiteatro 9, laterale di Corso Garbaldi, in Brera a Milano.

L’attività della nuova galleria milanese, gestita da Renzo e Lalli, è stata subito contraddistinta da diverse mostre personali e collettive di artisti italiani ed internazionali. Tra questi: Emilio Vedova, Virgilio Guidi, Giuseppe Santomaso, Daniel Spoerri, Piero Dorazio, Getullio Alviani, Enrico Baj. Fin da subito Anfiteatro ha partecipazione alle principali manifestazioni fieristiche di settore come Artefiera, Miart e Arte Padova.

Purtroppo il 19 Dicembre 2003, con stupore e dolore di tutti, Renzo muore improvvisamente, lasciando un vuoto incolmabile. In seguito l’attività aziendale rallenta perché bisognava trovare un nuovo equilibrio e capire quale era il futuro di Anfiteatro.

Mattia Munari, figlio di Lalli, inizia ad aiutare il padre a gestire l'azienda. Per un breve periodo affianca all’attività di ingegnere quella di gallerista. Dopo un anno sceglie di percorrere un’unica strada, quella dell’arte e della famiglia, abbandonando definitivamente la carriera di ingegnere.

Anfiteatro diventa l’azienda di famiglia Munari. Lalli e Mattia Munari, padre e figlio, oggi sono i direttori artistici di Anfiteatro. Rita, moglie di Lalli e madre di Mattia, svolge alle spalle degli uomini un lavoro silenzioso ma altrettanto utile. Daniel, fratello di Mattia, anche se non compare direttamente e da subito in Anfiteatro, si ritaglia un ruolo importante tra marketing, comunicazione e pianificazione del business plan.

Da marzo 2005 l’attività di Anfiteatro riprende a regime, ponendosi l’obiettivo di consolidare e migliorare l’immagine associata al proprio brand attraverso mostre, eventi culturali, partecipazioni in selettivi eventi fieristici, nonché attraverso la realizzazione di nuovi e più grandi spazi espositivi.

A Padova nasce così Anfiteatro Arte Padova, all’interno di un loft di trecento metri quadri, ricavato dalla ristrutturazione di un vecchio laboratorio meccanico al Portello, nel cuore della città. La nuova sede espositiva in Padova, via Ognissanti 33, viene ufficialmente inaugurata il primo luglio 2006, con una mostra collettiva in occasione della notte bianca patavina.

A ottobre 2007 la sede padovana raddoppia. Viene ristrutturato un vecchio magazzino confinante con la galleria. Lo spazio espositivo ricorda ora un percorso museale, consentendo ai curatori di articolare mostre sempre più esaustive ed importanti.

Il lavoro espositivo cresce in qualità e quantità. Cresce anche per merito delle prestigiose collaborazioni e forti amicizie che si vanno a consolidare. Tra queste lasciano un segno indelebile Giorgio Marconi della Fondazione Marconi di Milano e Claudio Poleschi di Claudio Poleschi Arte Contemporanea di Lucca. E poi Roberta Baj, Claudio Olivieri, Piero Mascitti della Fondazione Mimmo Rotella di Milano. Ogni mostra viene scandita da un prestigioso volume che ricorda più un libro d’arte che un semplice catalogo. L’attenzione per i particolari e per la riproduzione delle immagini appare quasi maniacale. Di volta in volta i direttori artistici scelgono per ogni nuova mostra il curatore/narratore più adatto, tra questi: Luciano Caprile, Luca Beatrice, Elena Forin, Luca Massimo Barbero.

Col tempo crescono le esigenze. Lo spazio di Milano diventa troppo piccolo per ospitare i progetti in corso. Nel 2015 Milano sarà sede dell’Expo e rinascerà come prima capitale europea. Chiude così la storica sede di via Anfiteatro, ma si apre un nuovo spazio in via Savona 26, sempre a Milano. Più grande e più luminoso. La nuova zona appare oggi il centro nevralgico di un futuro molto prossimo per Milano. Già oggi centro della moda, di prestigiosi showroom, e del “fuorisalone” del mobile. Ora anche di una galleria d’arte.

La nuova galleria milanese, Anfiteatro Arte Milano, è destinata a raccontare un modo diverso di fare arte. L'amore per il moderno viene raccontato ai concittadini padovani mentre qui, a Milano, l'attenzione guarda le nuove proposte. Quindi via libera ai giovani, linfa vitale del mondo dell’arte. Via libera anche a metodi più contemporanei di fare arte, come la fotografia, i video, le installazioni, le performances. Senza mai dimenticare madre pittura.

Insomma un nuovo viaggio da intraprendere, un nuovo libro da scrivere.